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Seduta
straordinaria del CONSIGLIO COMUNALE
del 30/12/2003, ore 18.00
presso la sala polifunzionale “M. Benincasa”
Ordine del giorno
1. Interrogazione a risposta orale del 01.12.2003 “Gemellaggio Sète – Cetara, 5-6 e 7 settembre 2003
2. Approvazione regolamento comunale per la definizione agevolata della TARSU
3. Richiesta convocazione Consiglio Comunale ex art. 39 d.lgs. 267/2000 “Modifica Piano di Regolamentazione per il rilascio di concessioni demaniali marittime”: discussione.
4. Richiesta convocazione Consiglio Comunale ex art. 39 d.lgs. 267/2000 “Costituzione Società mista per la gestione dei servizi struttura portuale”: discussione.
Ecco cosa è stato deciso:
Punto 1. Interrogazione a risposta orale del 01.12.2003 “Gemellaggio Sète – Cetara, 5-6 e 7 settembre 2003
Il consigliere Vincenzo Piscino da lettura dell’interrogazione. Prima della discussione il sindaco fa presente al consiglio che è solo e soltanto lui a convocare il Consiglio Comunale, quale che siano le richieste della minoranza, ritenendo che il consiglio non si possa riunire per ‘qualsiasi sciocchezza’; contrariamente a quanto asserito in alcuni articoli di stampa, non è a causa della minoranza che si convocano i consigli ma è da attribuirsi alla sua eccessiva disponibilità alla democrazia se si discutono alcuni argomenti. Precisa inoltre che non si ritiene obbligato a convocarlo in ora serale potendo, a suo insindacabile giudizio, indirlo anche per le prime ore della mattinata. Il consigliere Piscino, in risposta, fa rileggere il suo intervento nel precedente consiglio e precisa che il sindaco sta male interpretando un suo pensiero:aveva di fatto solo invitato (e non costretto) il primo cittadino a collocare il consiglio in fascia oraria pomeridiana e serale, anche di sabato e di domenica, se necessario, per favorire la partecipazione, oltre che per contenere i costi. Il consigliere Squizzato, nel ringraziare per la ‘disponibilità democratica’, fa osservare al Sindaco che è incomprensibile l’atteggiamento del primo cittadino che dimentica l’esistenza di una precisa normativa (l’art. 39 del D. Lgs. 267/2000) che attribuisce alla minoranza la facoltà di richiedere la convocazione del consiglio. Il sindaco è tenuto entro venti giorni a convocarlo altrimenti deve negarlo per iscritto, dandone motivazione. Sarà poi compito dei consiglieri richiedenti agire secondo legge. Altrimenti, se ha inserito gli argomenti all’ordine del giorno, si limiti a discuterli nel merito. Il Consigliere Carobene rileva che il sindaco non può permettersi di definire “sciocchezze” le richieste della minoranza.
Nel merito dell’interrogazione, il sindaco riferisce che l’Amministrazione ha aderito ad una associazione che raccoglie tutti i paesi che hanno sottoscritto gemellaggi e intende attenersi allo statuto di questa associazione che prevede la possibilità di costituire commissioni con rappresentanti della maggioranza e del mondo delle associazioni. Preavvisa che delegherà un consigliere della sua maggioranza e inviterà un rappresentante della pro Loco e uno del Forum dei giovani a comporre detto organismo. In merito alla cartellonistica all’ingresso del paese, che renda noto l’esistenza del gemellaggio, fa presente che era stato commissionata alla Ceramica Solimene la realizzazione di pannello in ceramica. La crisi e l’amministrazione controllata di detta azienda ha impedito la realizzazione del pannello.
Il consigliere Squizzato dichiara l’insoddisfazione della minoranza per le risposte del sindaco, in primo luogo perché rileva che lo stesso non ha mantenuto l’impegno assunto e comunicato a più persone in occasione del gemellaggio di costituire un comitato o una commissione con la presenza di un componente della minoranza che ha sostenuto compatta l’iniziativa del gemellaggio. Si dice amareggiato che il sindaco oggi lo neghi nascondendosi dietro una indicazione dello statuto di un’associazione che, ovviamente, può essere tranquillamente disattesa. Inoltre rileva che dagli atti del comune (delibere di giunte o determine) non risultano assunzioni di impegni di spesa per la realizzazione di un pannello in ceramica, che al di là delle situazioni esposte, potrebbe essere commissionato ad altre aziende.
Punto 2. Approvazione regolamento comunale per la definizione agevolata della TARSU
In merito al punto 2 all’odg (approvazione Regolamento comunale per la definizione della Tarsu) il consigliere Pappalardo, presidente dalla commissione Regolamenti, fa presente che la commissione si è riunita con i soli componenti della maggioranza (lo stesso Pappalardo e il Consigliere De Santis) ed ha elaborato il regolamento che sarà letto e sottoposto al consiglio. Rileva che il consigliere della minoranza, Carobene, ancorché invitato non ha preso parte ai lavori e da notizia di uno scambio di corrispondenza con lo stesso. Il Consigliere Carobene precisa la propria posizione ribadendo che l’assenza del rappresentante della minoranza è collegata alla circostanza che – nonostante gli esiti del precedente consiglio Comunale – la commissione non aveva posto all’ordine del giorno la discussione della variazione del Regolamento per le adunanze e il funzionamento del Consiglio comunale. Il consigliere Squizzato ribadisce che comunque in Consiglio la minoranza esprimerà chiaramente la propria netta contrarietà ai contenuti e al merito del regolamento: si tratta di un ‘condono’ inaccettabile che interviene dopo l’esecuzione di precise attività di verifica svolte dai soggetti incaricati con delibera di giunta del mese di Gennaio. Chiede al sindaco che senso abbia una tale decisione: dopo aver sbandierato più volte la volontà di compiere un atto di equità fiscale, come si concilia questo con un condono che va ben al di là di quanto immaginabile. Non solo si annullano le sanzioni previste dal vigente regolamento per l’applicazione della TARSU (art. 19) ma si prevede addirittura di far pagare solo il 30% del dovuto agli evasori parziali e l’80% agli evasori totali, con un introito di gran lunga inferiore a quello possibile sulla base degli accertamenti. Il sindaco ricorda che l’opposizione era perplessa quando inserì in bilancio le maggiori entrate derivanti dal recupero dell’evasione. Questa scelta conferma anche che il bilancio è sano e che l’iniziativa non dipendeva dalla necessità di fare cassa. Sull’argomento il consigliere Squizzato precisa che continua a ritenere errata dal punto di vista contabile l’inserimento in bilancio 2003 delle maggiori entrate dal recupero dell’evasione. Infatti ai sensi dell’art. 179 del T.U.E.L., considerata la proposta di condono che si potrà formalizzare solo nel 2004, non si sono verificate le condizioni per considerare ‘accertate’ le entrate di cui trattasi che, pertanto, dovranno essere eliminate dai residui 2003. Squizzato si chiede inoltre se è stata valutata la relazione finale elaborata dagli incaricati dei controlli, dalla quale emerge che a fronte della stragrande maggioranza dei contribuenti che hanno pagato regolarmente o registrano solo piccole differenze di superficie dichiarata, solo un numero limitato di ‘grandi evasori’ (una cinquantina) con imposte dovute fra i 200 e i 16.000 euro beneficerà sostanzialmente della misura. I consiglieri Pappalardo Luigi e De Santis precisano che l’amministrazione fa questa scelta per accelerare i tempi di incasso e ridurre le possibilità di contenzioso che allungherebbero le procedure. Il consigliere De Santis afferma che è una scelta con la quale l’amministrazione ‘vuole bene’ ai cetaresi. Il Consigliere Squizzato replica che si vuole bene ai cetaresi furbi, certo non ai tanti cittadini seri cha hanno regolarmente pagato i tributi. La minoranza, oltre a votare contro il regolamento, inoltrerà ricorso alla Corte dei Conti per il danno erariale provocato dal provvedimento. L’assessore Montesanto fa verbalizzare l’invito al Sindaco a inviare alla Procura della Repubblica le ordinanze di abbattimento emesse dal comune.
Punto 3. Richiesta convocazione Consiglio Comunale ex art. 39 d.lgs. 267/2000 “Modifica Piano di Regolamentazione per il rilascio di concessioni demaniali marittime”: discussione.
In merito al punto 3 all’odg il consigliere Galano da lettura della richiesta di convocazione del consiglio ex art. 39 D. Lgs. 267/2000 in ordine alla modifica del Piano di Regolamentazione per il rilascio di concessioni demaniali marittime. Il sindaco riferisce che non ritiene per il futuro si debba riconsiderare l’utilizzo di parte della spiaggia e della scogliera per la sistemazione di un palco destinato ad accogliere l’iniziativa teatrale della Pro Loco, considerati i possibili pericoli nonché l’esistenza di altre soluzioni praticabili, come quella del campetto di via Vischi. In merito alla concessione di una porzione di arenile sulla spiaggia centrale, espletata la gara nel mese di luglio, conferma che risulta regolarmente assegnata e che in data 4 dicembre è stata inviata la richiesta di documenti all’aggiudicatario. Per le restanti ipotesi di concessione, per ora è sospeso ogni provvedimento, considerato che non sussistono le condizioni per procedere all’assegnazione. Il capogruppo Squizzato, dopo aver fatto rilevare che oggetto della richiesta della minoranza era la modifica del Piano – provvedimento di competenza del Consiglio Comunale – visto che lo stesso continua ad essere sostanzialmente inattuato, ribadisce la posizione più volte espressa dalla minoranza, che l’amministrazione finge di non sentire. Che senso ha mantenere in essere un Piano che prevede due concessioni su spiagge inesistenti (Campana e Lannio) e due sulla spiaggia Centrale dove al massimo se ne può concedere una, il cui iter ancora non è perfezionato? Non è poi comprensibile il largo ritardo con il quale si è proceduto a richiedere all’assegnatario della concessione i documenti previsti dal bando, ben oltre quanto fissato dai termini del bando di gara. Infine si continua ad ignorare la questione della definizione dei rapporti con il Comune di Maiori in merito alla spiaggia retrostante il porto. Il sindaco, nel ribadire che il Piano Spiagge non è da modificare ma che è da considerarsi sospeso, per quanto concerne i rapporti con Maiori riferisce che sull’argomento si sono avuti contatti verbali con il primo cittadino di quel comune. Il consigliere Squizzato conferma che non è comprensibile continuare a parlare di rapporti informali con l’ente – le chiacchierate non hanno rilievo! - e ribadisce la necessità che si debbano formalizzare i rapporti con il Comune confinante, mediante atti deliberativi, ed avviare procedure idonee (conferenza di servizi) a risolvere la questione.
Punto 4. Richiesta convocazione Consiglio Comunale ex art. 39 d.lgs. 267/2000 “Costituzione Società mista per la gestione dei servizi struttura portuale”: discussione.
In merito al punto 4 all’odg il consigliere Carobene del Gruppo Cetara Nuova legge la richiesta di convocazione del C.C. sul tema della ‘Costituzione di una società mista per la gestione dei servizi e della struttura portuale.’ Il sindaco riferisce che l’amministrazione non ritiene di dar corso alla costituzione di società mista per la gestione del porto e di altri servizi, ritenendo antieconomico per il comune la scelta di affidare dei servizi ad una società, che comporterebbe costi per il suo mantenimento. Riferisce che si intende gestire il porto con personale del Comune.
Il consigliere Squizzato, dopo aver espresso il proprio stupore per la retromarcia del sindaco sull’argomento (in passato era stato un sostenitore della società mista), fa rilevare che il comune stesso, nel progetto, in sede di richiesta di finanziamento POR, ha parlato di Ente Consortile di gestione del porto. Tutte le attività finanziate dai POR, dagli impianti per la produzione del ghiaccio alla gru, che si continua a ritenere troppo grande (spesi circa 480.000 euro) e sprecata per le esigenze del porto di Cetara, richiedono una gestione imprenditoriale. Non potranno bastare i dipendenti dell’ente, distolti da altri servizi, o il personale temporaneo che il Comune assume violando le disposizioni in materia ed esponendosi a sanzioni, come è già capitato, da parte degli organi competenti. L’assessore Della Monica rileva che non bisogna dare molto peso ‘alle chiacchiere’ scritte nei progetti presentati; il comune ha inteso inoltrare progetti per ottenere il massimo possibile, poi si vedrà come organizzare il tutto. Il Sindaco fa presente che non ritiene eccessiva la gru perché ‘una gru piccola non può diventare grande mentre la grande può diventare piccola’. Al riguardo Squizzato fa notare che proprio per rendere possibile un uso del mezzo in altre parti del paese – ad esempio in zona Cannillo, nell’ipotesi di emergenza – andava acquistato un veicolo con caratteristiche inferiori, viste anche le più modeste esigenze manifestate dalle attività del porto di Cetara, per svolgere le quali il 24 dicembre si è dovuto far ricorso ad un camion dotato di gru per sollevare un pezzo di pontile staccatosi per il maltempo. Il sindaco replica che presto ci saranno dipendenti addestrati appositamente per mettere in funzione la gru e dimostrerà che tutta la struttura sarà pienamente funzionante. I consiglieri Pappalardo Luigi e De Santis fanno presente che è allo studio una regolamentazione per l’assegnazione dei box. Squizzato riprende il tema della società mista ribadendo che la stessa, pur escludendo la gestione dei parcheggi, potrebbe comunque risultare utile per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, nonché per lo svolgimento di numerose attività che l’ente affida ad imprese private (piccole manutenzioni, pulizia, impianto elettrico ecc.) e, inoltre, sarebbe una interessante opportunità di lavoro per molti disoccupati cetaresi. Il sindaco replica che sulla questione della gestione dei rifiuti ritiene che risolverà il problema affidando il servizio ad un’impresa che si impegnerà ad assumere personale locale. Il capogruppo di minoranza esprime la forte perplessità di Cetara Nuova sulla posizione espressa dalla maggioranza.
Al termine il sindaco elenca i progetti presentati dal Comune, riferendo di quelli finanziati ed approvati; preavvisa inoltre il prossimo avvio di alcuni lavori pubblici. Da la parola al vice sindaco D’Emma che esprime valutazioni sulla situazione politica locale e sul rapporto fra maggioranza e minoranza. A conclusione Squizzato fa verbalizzare che i principi della democrazia, basati sulla trasparenza e sul confronto, sono ben noti a coloro che occupano i banchi della minoranza e che continueranno ad applicarli in ogni occasione.
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