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Seduta ordinaria del CONSIGLIO COMUNALE
del 09/07/2004, ore 18.00
presso la sala polifunzionale “M. Benincasa

Ordine del giorno

  1. Approvazione verbali sedute precedenti;
  2. Interrogazione a risposta orale “Delibera di G.C. n. 121/2004: “Approvazione disciplinare per l’utilizzo dei locali realizzati nel porto di Cetara ad uso peschereccio”;
  3. Interrogazione a risposta orale  “Degrado località Cannillo- Muraglione”;
  4. Approvazione rendiconto della gestione 2003;
  5. Ratifica variazione al bilancio di previsione 2004 – delibera G.C. n. 114/2004;
  6. Art. 194 TUEL 267/2000 – Riconoscimento debito fuori bilancio ed adozione provvedimenti per il relativo ripiano;
  7. Art. 193 TUEL 267/2000 – Salvaguardia degli equilibri di bilancio;
  8. Nomina Difensore Civico Comunale;
  9. Art. 32 L. 47/85 e succ. mod. e integr.: espressione parere pratica condono edilizio;
  10. Adozione modifiche statuto Trasporti Marittimi Salernitani Spa;
  11. Approvazione modifiche Regolamento Forum dei Giovani;
  12. Approvazione regolamento Centro Aggregazione Anziani.

Ecco cosa è stato deciso:

Punto 4. Approvazione rendiconto della gestione 2003;

DICHIARAZIONE DI VOTO

In riferimento all’argomento all’ordine del giorno n. 4 “Approvazione Rendiconto della gestione 2003”, a nome del Gruppo Consiliare Cetara Nuova’, il sottoscritto Secondo Squizzato:

·        esaminata la documentazione agli atti;

1)                 si registra per il secondo anno consecutivo la riduzione dell’avanzo complessivo di gestione da Euro 145.490 a Euro 104.382 a causa dei negativi risultati della gestione residui. Il riaccertamento dei residui ha palesato l’eliminazione di consistenti residui attivi (crediti) per circa Euro 84.000 nei primi due titoli delle Entrate (in particolare ICI per Euro 22.262, compartecipazione IRAP per Euro 20.829, Euro 20.200 per trasferimenti regionali) evidenziando di fatto una inefficiente gestione del bilancio e l’incapacità di incassare crediti per imposte (ICI 2001) e trasferimenti da Enti, a conferma della fondatezza delle obiezioni sollevate nel corso degli anni dal nostro gruppo consiliare. Il disavanzo della gestione residui sarebbe stato di gran lunga più evidente se l’amministrazione avesse considerato che, sulla base del ‘condono TARSU’, deliberato nel dicembre 2003 solo una parte ben definita del residuo attivo della TARSU (Euro 161.597) si tradurrà in effettive riscossioni. Tale negativo effetto è stato rinviato ai prossimi anni. Anche per le entrate per proventi contravvenzionali in materia di circolazione stradale sussistono preoccupazioni circa l’effettivo incasso dei residui considerate le basse percentuali di riscossioni evidenziate in bilancio per alcuni anni (2% per il 1999, 0% il 2001). La percentuale di riscossione dei residui e delle entrate di competenza ammonta rispettivamente al 49,7% e al 56% e genera tensioni di liquidità e la necessità di ricorrere all’anticipazione di tesoreria con i connessi oneri per interessi.

2)                 A conferma delle preoccupazioni sullo stato del bilancio e della difficoltà nell’incasso di alcune consistenti voci dei residui attivi giunge la  raccomandazione dell’Organo di revisione (pag. 28 della relazione) che dispone di tenere vincolata una parte (Euro 20.000) dell’avanzo complessivo di Euro 104.382. Si ritiene, peraltro, anche insufficiente la definizione del vincolo per l’importo segnalato atteso l’ammontare complessivo dei residui attivi di dubbia esigibilità di cui al punto precedente (TARSU e Proventi contravvenzionali).

3)                 Per quanto attiene la sezione dei residui in conto capitale, si rileva che si è finalmente proceduto, in conformità ai rilievi più volte sollevati dallo scrivente gruppo, all’integrale reinserimento del residuo di Euro 800.508, relativo alla realizzazione di alloggi in località Chianiello, un intervento di cui non è dato conoscere il destino e che produrrà ulteriori negative conseguenze per i cittadini e le casse dell’ente. Risulta, infatti, tutt’ora pendente una vertenza (citazione del 24.3.2000) intentata dall’impresa EDILGEN APPALTI E COSTRUZIONI SRL che avviò le attività iniziali di sbancamento, successivamente interrotte per l’intervento della magistratura amministrativa. Se non si vuole che la ‘storia si ripeta’ (la vicenda che ha generato il debito fuori bilancio di cui discuteremo in questa seduta consiliare è emblematica in tal senso) si riconosca la legittimità di almeno una parte della richiesta dell’impresa e si valuti la possibilità, se ancora in tempo, di definire transattivamente la vertenza.

4)                 La sostanziale ‘navigazione a vista’ che caratterizza le scelte dell’amministrazione trova conferma nell’esplosivo andamento delle spese correnti ammontanti a Euro 1.670.774 che fanno registrare un incremento del 12% rispetto all’anno precedente (Euro 1.497.539), con maggiori spese per Euro 173.234. Non si registra alcun tentativo di ricercare efficienza ed economicità della gestione a partire dal capitolo del Servizio Smaltimento dei rifiuti solidi urbani: la spesa complessiva è lievitata fino a Euro 353.610 (+50.000 euro pari ad un incremento del 16% rispetto al 2002) con la conseguenza che la percentuale di copertura del servizio si è ridotta dal 63,37% al 53,13% (pag. 33 relazione responsabile servizio finanziario). Ma i cittadini aspettano ancora di sapere perché si spende di più a fronte di un servizio sempre più carente, con strade e vicoli sporchi e maleodoranti.

5)                  Le spese del personale (Emgl. 691,5) si incrementano di Euro 88.000 (+15%) rispetto all’anno precedente (Euro 603.279) andamento non comprensibile se si osserva che i dipendenti al 31.12.2003 sono ridotti a 18 unità (-1 rispetto all’anno precedente); si consideri poi che tale ammontare non rappresenta compiutamente il fenomeno dell’incidenza del costo del personale. Si tratta di un dato comunque non veritiero in quanto alle spese per il personale dipendente in senso stretto devono essere aggiunte buona parte delle spese incluse nella categoria ‘prestazioni di servizio’, voce che contiene il costo per lo svolgimento di servizi essenziali gestiti con rapporto di convenzione (a titolo di esempio si ricorda il caso dei professionisti addetti all’ufficio tecnico: costo per Euro 37.850) nonché le spese per cosiddette prestazioni occasionali che superano i 50.000 Euro, contraddicendo palesemente la supposta ‘occasionalità’ della prestazione. Ove si tenesse conto degli elementi suddetti l’indicatore della rigidità della spesa corrente – già al 51,70% – assumerebbe valori ancora più preoccupanti.

6)                 Il forte aumento delle entrate del titolo III (+ 22% di entrate extratributarie) derivanti dalla gestione del parcheggio e dei pontili (Euro 51.000) è stato di fatto assorbito da due voci di spesa: il personale e il servizio RSU impedendo all’ente di svolgere una efficace funzione propulsiva di sviluppo dell’economia locale mediante iniziative di creazione di nuova occupazione.

7)                 la PRESSIONE TRIBUTARIA, che misura il prelievo tributario medio pro-capite, ha subito un incremento di circa 45 euro passando da Euro 247,96 del 2002 a Euro 292,62 del 2003 (pari ad un aumento del 18%).

8)                 L’assenza del PEG (Piano Economico di Gestione in senso pieno e non il solo prospetto delle uscite), la parziale attivazione della Contabilità Economica per l’anno 2003 (assenza degli ammortamenti), la mancanza del controllo di gestione, rendono impossibile la valutazione dei livelli di efficienza ed economicità dell’attività amministrativa che costituisce un elemento qualificante del Conto del bilancio;

9)                 Quanto alle vertenze in corso, le preoccupazioni dell’Organo di revisione non rappresentano la reale gravità dei fatti. Fin dal nostro insediamento nel 2001 e prima di noi il precedente gruppo di opposizione, non abbiamo perso occasione di mettere in guardia circa la pericolosità della situazione. In questa stessa seduta si discuterà di un riconoscimento di un debito fuori bilancio di Euro 630 mila euro circa, in esito alla nota vertenza per il pagamento di indennità di esproprio alla sig.a Montesanto Maria Giovanna. Il blocco dell’avanzo di Emgl. 75 proposto dal revisore  – a ns. avviso - risulta ampiamente insufficiente anche in relazione alle altre vertenze in corso (vedasi comunicazioni del revisore del 28.6.04 (prot. 2757).

10)             La relazione del Responsabile del Servizio Finanziario, in aggiunta a meri errori (quali l’indicazione a pagina 20 di entrate derivanti dall’alienazione di materiale legnoso, che ovviamente non riguarda il ns. paese), presenta errori (segni) nelle tabelle di pag. 8 (quadro riassuntivo competenze) rispetto ai dati di pag. 11 e 12.

11)            Gli indicatori finanziari riportati nelle tabelle allegate al consuntivo non risultano tutti ben calcolati; alcuni esempi:

·                   REDDITIVITA’ DEL PATRIMONIO: è indicato ZERO. È errato l’importo al denominatore. Mancano nel relativo rapporto le entrate per i fitti degli immobili di proprietà comunale (vedasi proventi dei beni dell’ente); ma è anche errato l’importo del denominatore: valore patrimoniale disponibile;

·                   PROVENTI ICI PRIMA ABITAZIONE su TOTALE PROVENTI ICI: non è indicato alcun valore. Non è possibile valutare l’incidenza del tributo sulla prima casa rispetto al totale. Analogamente dicasi per PROVENTI ICI ALTRI FABBRICATI.

12)             Le indicazioni contenute nel Conto del Patrimonio 2003 non sono state dettagliate con il prospetto relativo, non rinvenuto agli atti. Da tre anni continuiamo a chiedere chiarimenti circa una valutazione di terreni per Euro 42.142 senza che si riescano ad individuare esattamente i cespiti; non risulta aggiornato l’inventario dei beni.

13)             A conferma delle suddette anomalie, l’Organo di revisione sottolinea per il secondo anno consecutivo la mancanza di specifiche appostazioni per rimanenze nonché ratei e risconti attivi e passivi, e la mancata indicazione degli ammortamenti  per i quali ne raccomanda l’inserimento nel prossimo conto del patrimonio.

RITENUTO

che quanto sopra evidenziato configura un  giudizio negativo sulla complessiva  gestione dell’Ente si esprime voto CONTRARIO  all’approvazione del rendiconto della gestione 2003.

Il Capogruppo
Secondo Squizzato

 

Punto 6. Art. 194 TUEL 267/2000 – Riconoscimento debito fuori bilancio ed adozione provvedimenti per il relativo ripiano;

DICHIARAZIONE DI VOTO CONTRARIO
del Gruppo Consiliare ‘CETARA NUOVA’

La discussione sul tema del riconoscimento di un debito fuori bilancio, segna un momento gravissimo nella storia amministrativa del nostro paese. Si discute di caricare sul Comune e, quindi, su tutti i cittadini un fardello di Euro 630 mila euro circa, in esito alla nota vertenza per il pagamento di indennità di esproprio alla sig.a Montesanto Maria Giovanna. Una cifra che rappresenta tre volte gli introiti del parcheggio, equivale a quasi due annate di costi del servizio smaltimento rifiuti, in definitiva circa 265 euro per ogni cetarese.

I cittadini si chiedono il perché di tutto questo. Non era possibile definire in tempo e con minori oneri questa vertenza? Non conosceva il sindaco che attuò l’esproprio che i proprietari devono essere adeguatamente indennizzati? Non si è mai avuto il sentore che il comune dovesse soccombere? A chi giovava rinviare la soluzione del problema?

Nella peggiore tradizione ora qualcuno proverà a far passare il principio ‘tutti responsabili, nessun colpevole’, richiamando il trascorrere degli anni, le decine di consiglieri comunali e gli assessori che hanno avuto questo ruolo nel corso di venti anni. Ma non finirà così.

Chi ha avuto la massima responsabilità politica di questo paese negli ultimi venticinque anni chiarisca i lunghi silenzi e le inspiegabili fasi di questa vicenda.

Si avvia nel 1981, decreti sindacali di esproprio del 1983, una citazione del 1989 (o del 1983 come indicato in sentenza?), un conferimento di incarico per la difesa in consiglio comunale del dicembre 1989, otto anni di silenzio e probabili trattative sommerse (chi le conduceva?) fino all’ottobre 1997 e poi riaffiora per arrivare alla sentenza di primo grado nel settembre del 2001. Non si conosce ancora il definitivo esito di un tentativo, operato dalla parte attrice nella causa che ha dato origine al debito in discussione, di acquisire la proprietà della ‘Grotta’ in zona marina (risultano inevase le nostre lettere del 6.7.2003, prot. 3182 del 7.7.03, e del 22.12.2003).

Abbiamo registrato sempre una ostinata reticenza da parte di chi sapeva, poteva e doveva agire per evitare questa voragine ma nulla ha fatto pensando di rinviare il giorno della resa dei conti.

Fin dal nostro insediamento nel giugno 2001, e prima di noi il precedente gruppo di opposizione, non abbiamo perso occasione di mettere in guardia l’amministrazione circa la pericolosità della situazione. Abbiamo sollecitato interventi almeno tre volte ogni anno (in occasione dell’approvazione dei consuntivi, dei bilanci di previsione e delle delibere di verifica degli equilibri di bilancio): gli atti e le dichiarazioni di voto sono consultabili da chiunque. Ma nessuno ci ha dato ascolto: la sentenza di primo grado? Non basta; la sconfitta in appello? C’è la Cassazione.

Da questi banchi la maggioranza ha sostenuto che l’amministrazione avrebbe pagato solo al termine di tutti i gradi di giudizio. E questo è il risultato.

Perfino nell’ultimo consiglio comunale del 22 marzo 2004 (delibera n. 10) si è messo in scena un curioso ‘teatrino’ per dimostrare la supposta ‘inesistenza’ di debiti fuori bilancio ed irridere quei disfattisti dell’opposizione che richiamavano alla responsabilità di amministrare seriamente. Intanto qualcuno già aveva nel cassetto i precetti di pagamento notificati fin dal 6 febbraio scorso. Da anni sussistevano quindi le condizioni che ci conducono oggi a discutere di un grave debito del comune che non ha fatto altro che accrescere aumentando il peso sui cittadini cetaresi.

Il NO che diciamo oggi sull’argomento non è ovviamente la negazione dell’esistenza di un debito che, per primi, abbiamo indicato nella sua estrema rilevanza. Il nostro NO è un forte giudizio politico negativo su una vicenda e sui principali protagonisti, dominata  da arroganza, superficialità politica ed incompetenza che costringerà il paese a sopportare il carico di un debito che, all’inizio, poteva essere ben poca cosa ed oggi rappresenta un fardello insopportabile.

Il NO che riaffermiamo è contro una modalità di affrontare i problemi del paese che si sta ripetendo anche per le altre due gravi situazioni di debito fuori bilancio derivanti dal possibile esito negativo del giudizio in corso con la EDIL GEN Appalti e costruzioni Srl (la società che aveva eseguito i lavori di sbancamento in località Chianiello) e la ancor più grave questione relativa alla causa con ATI Sparaco Spartaco e Satriano Gerardo.

Si legge sempre la stessa storia e gli stessi autori. Si comincia con l’ignorare richieste che hanno un fondamento e si finisce per essere trascinati in lunghe vertenze che sicuramente non gioveranno ai cetaresi chiamati a subire al termine il peso della superficialità di chi decide.

Il nostro NO è anche un non volerci esprimere sulle modalità di copertura del debito. Qualunque sia la scelta adottata dalla maggioranza il risultato cambia poco: il Comune di Cetara avrà subito un danno, sia esso per la presenza di nuovi mutui a copertura  che per la vendita di beni del patrimonio, non indotta da libera decisione ma dalla costrizione del momento. Chi è stato causa di tutto questo si assuma l’onere di stabilire i rimedi.

Con i cittadini continueremo a riflettere su quante iniziative in favore del paese si sarebbero potute realizzare con quell’importo o su quante maggiori entrate saranno necessarie per sopportare gli effetti del debito. E ancora se non vi siano già ora altri debiti fuori bilancio e quali i provvedimenti da adottare.

Al nostro gruppo resta l’amarezza di aver, senza alcun esito, messo in guardia l’amministrazione su ciò che sarebbe potuto accadere e che poi, purtroppo, si è verificato.

Cetara, 9.7.2004

Il Capogruppo
Secondo Squizzato

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