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Seduta ordinaria del CONSIGLIO COMUNALE
del 31/03/2005, ore 17.30
presso la sala polifunzionale “M. Benincasa

Ordine del giorno

  1. Approvazione verbali seduta precedente;

  2. Verifica qualità e quantità delle aree e fabbricati da destinare alla residenza, alle attività produttive e terziarie. Determinazione prezzi di cessione;

  3. Programma triennale Lavori pubblici 2005/2007 - Approvazione - provvedimenti;

  4. Approvazione bilancio Previsione 2005 - Bilancio pluriennale 2005/2007 - Relazione previsionale e programmatica;

  5. Costituzione Unione dei Comuni - Approvazione atto costitutivo e Statuto (art. 32 D.Lgs. 267/2000) - Provvedimenti.

Ecco cosa è stato deciso:

Punto 4) Approvazione bilancio Previsione 2005 - Bilancio pluriennale 2005/2007 - Relazione previsionale e programmatica

DICHIARAZIONE DI VOTO

In riferimento all’argomento di cui al punto 4) dell’ordine del giorno ‘Approvazione Bilancio di previsione 2005, Bilancio pluriennale 2005/2007, Relazione previsionale e programmatica”, a nome del Gruppo Consiliare di minoranza Cetara Nuova- Insieme per il Futuro’, il sottoscritto Secondo Squizzato:

-         esaminate la relazione tecnica accompagnatoria al bilancio di previsione 2005, il parere dell’Organo di Revisione, il bilancio pluriennale 2005/2007, la relazione previsionale e programmatica, nonché la documentazione allegata alla proposta di delibera consiliare di cui si discute;

-         visti gli esiti del dibattito consiliare;

-         constatato che dall’approfondimento sono emersi i seguenti fattori:

1)     la forte riduzione (oltre Euro 27.000), anche per l’anno in corso, dei trasferimenti statali (dato rilevato al netto della corretta riallocazione fra le entrate tributare della ‘Compartecipazione Irpef’ per Euro 206.000, in precedenza incluse fra le entrate del titolo 2), ha accentuato la condizione di ristrettezza finanziaria del Comune, di fatto ribaltando sull’ente locale le scelte dissennate del Governo nazionale e realizzando l’alleggerimento della fiscalità nazionale con tagli alle amministrazioni locali costrette a riversarle comunque sui cittadini o con maggiori tasse o con tagli di prestazioni e servizi;

2)     le scelte di politica tributaria dell’ente hanno fatto registrare la conferma delle aliquote ICI e la misura  dell’addizionale IRPEF (già al livello massimo dello 0,50%-Delibera G.C. 202/2001). Tuttavia la relativa previsione di entrata per l’addizionale IRPEF (Euro 79.500) potrebbe rivelarsi sovrastimata a causa della purtroppo nota riduzione della base imponibile, per la parte di reddito derivante dalle attività di pesca.

3)      Discorso a parte meritano le tariffe per la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Il nuovo impianto tariffario (delibera G.C. 27/2005), a fronte di modeste riduzioni per l’ipotesi di ‘prima casa’  (10 centesimi), e per le ipotesi di ‘garage e depositi’ (- 32 centesimi), abitazione con unico occupante (- 8 centesimi), abitazione rurale (- 28 centesimi), alimentari (- 20% dopo il raddoppio dell’anno precedente) continua ad apparire in gran parte squilibrato. Se si considera che – per la natura della tassa -  l’ammontare della tariffa dovrebbe collegarsi alla effettiva produzione dei rifiuti, l’equiparazione di attività fra di loro molto differenti (ad esempio, la tariffa prevista per gli alberghi è equiparata agli ‘alimentari’, con questi ultimi poco al di sotto di fruttivendoli e ristoranti) genera sostanziali disuguaglianze. Permane, inoltre, l’ingiustificata penalizzazione delle cosiddette ‘seconde case’ che, pur occupate spesso per tempi inferiori all’anno, scontano una tariffa  doppia rispetto alle altre abitazioni mentre non viene utilizzato lo strumento più idoneo (l’ICI) per conseguire un prelievo fiscale più congruo sulla seconda abitazione.

4)     Per quanto concerne il SERVIZIO DI SMALTIMENTO RIFIUTI, mentre ancora non risulta deciso a chi verrà affidato e a quali condizioni, si rileva che la riduzione del costo complessivo (da Euro 379.763 del 2004 a Euro 336.000) è ascrivibile sostanzialmente allo spostamento delle spese del personale nel capitolo relativo alla struttura portuale (TRASPORTI PUBBLICI Servizio 08 03). Non appare pienamente convincente tale riduzione, non essendo ancora nota la modalità di gestione del servizio e se, come per il passato, il comune potrà essere costretto a ricorrere ad altre prestazioni straordinarie superando di fatto l’importo previsto. Nonostante la diminuzione del costo complessivo del servizio, a causa del nuovo impianto tariffario che ha ridotto l’introito, la percentuale di copertura della spesa si riduce al 58,32% (dal 68,99% dello scorso anno) ben lontano dalla copertura integrale del costo a cui bisognerebbe tendere per evitare di caricare sulla collettività oltre il 40% dell’onere. La scelta adottata al termine del mandato amministrativo nasconde per il futuro non molto lontano – a meno di recuperi di economicità che non riusciamo ad intravedere – la certa prospettiva di aumenti per adeguarsi alle previsioni di legge che obbligano dal 2006 a sostituire la tassa con la tariffa (vedi nota a pag. 20 della relazione del revisore).

A parte andrebbero fatte considerazioni in ordine all’efficienza del servizio, per il quale di fatto si registra il completo fallimento della raccolta differenziata.

5)     Continuano a non essere verificabili i livelli di efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa per la mancata attivazione di un sistema di controllo interno di gestione nonché della contabilità economico-patrimoniale, come suggerito dall’organo di revisione. Non risulta agevole analizzare compiutamente la gestione dei servizi (è il caso, ad esempio, del servizio gestione pontili, che su suggerimento del revisore è stato identificato quale servizio a domanda individuale). Per tale servizio si prevedono entrate  per Euro 68.000, solo parzialmente sufficienti a coprire le relative spese complessive (Euro 81.000), peraltro non integralmente rilevate, confermando la circostanza che, per tale servizio, la scelte adottata di provvedere con personale dell’Ente è antieconomica ed incongruente, come da tempo il nostro gruppo va denunciando.

6)     E’ un elemento assai rilevante l’assoluta carenza di indicazioni circa la gestione della struttura Portuale affidata ai dipendenti dell’ente, con i risultati precedentemente evidenziati, oppure all’utilizzo estemporaneo di lavoratori stagionali. Nel contempo un’infrastruttura essenziale come il porto, sulla quale saranno investite ulteriori  risorse, risulta priva di seri programmi di gestione che prevedano l’utilizzo delle attrezzature finanziate dai Fondi POR  e gli ulteriori interventi già finanziati. Registriamo che l’attuale amministrazione non è in grado di attuare la scelta strategica rappresentata – a nostro avviso - dalla creazione di una Società Mista a cui affidare la gestione di alcuni rilevanti servizi per il recupero di livelli di economicità e la creazione di occupazione non precaria a favore di giovani cetaresi.

7)      Non risulta che si proceda alla verifica dei livelli di produttività ed efficienza del personale dipendente, nonostante la presenza di un apposito NUCLEO DI VALUTAZIONE (Delibera 222/2001: costo Euro 3.200). Nonostante la riduzione delle spese del personale, ascrivibile sostanzialmente al collocamento in quiescenza di una unità (l’organico si è ridotto a 18 unità) e a varie limature, resta significativo il livello dell’indicatore della RIGIDITA’ della SPESA CORRENTE, la cui entità riportata in tabella (47%), rappresenta un livello prossimo al massimo previsto per la classe dimensionale (48%). Tale misura continua a manifestare gli scarsi margini di manovra per l’Amministrazione, che utilizza quasi la metà delle proprie risorse per pagare il  personale e i mutui. Peraltro, è evidente che il livello del costo del personale non è completamente significativo se si considerano altre spese relative al personale stesso, come ad esempio quelle per i tecnici convenzionati (un ingegnere e un architetto: Euro 50.900 circa, incluse nelle spese per prestazioni di servizio), e per il responsabile del servizio di Polizia Municipale (Euro 22.000) non sono considerate nel dato complessivo, e pertanto non consentono una corretta visione del livello di tensione e rigidità del bilancio comunale. L’ammontare complessivo dell’onere per il personale potrebbe giustificare – a parità di costo – l’ampliamento della pianta organica, atteso che risultano ormai consolidate anche le ulteriori maggiori spese per il ricorso al personale temporaneo ed avventizio, ma ciò – a quanto pare – non entra fra le scelte che l’amministrazione intende attuare nel corrente anno.

8)     Per il SERVIZIO MENSA, non possiamo che rilevare ancora la mancanza di interventi per contenere i costi mediante idonee politiche di approvvigionamento – fermo restando il livello qualitativo del servizio – nonché l’ostinazione con la quale si persegue  la mancata differenziazione delle tariffe in funzione degli Indicatori di Situazione Economica dei richiedenti, contrariamente a quanto stabilito dal Decreto Legislativo n. 109 del 31.3.1998.

9)     Particolare menzione meritano fra le Entrate del Titolo III, oltre agli introiti del parcheggio, le previsione di entrata di Euro 68.000 per proventi da pontili e Euro 18.000 derivante dalla locazione dei box della struttura portuale per le quali l’organo di revisione suggerisce una costante verifica. A tale proposito rileviamo che mancano efficaci controlli sui consumi relativi all’utilizzo dei box essendo prevista nel disciplinare la possibilità di non dotarsi di specifici contatori in cambio di pagamenti forfettari. E’ facile intuire che si svilupperanno comportamenti non virtuosi, con consumi di acqua ed energia elettrica fuori controllo e i relativi oneri a carico della collettività.

10) Prosegue l’errata prassi di non considerare nel bilancio gli  ammortamenti,  circostanza che fa venir meno la possibilità di accantonare risorse per la necessaria futura manutenzione e conservazione dei cespiti patrimoniali dell’Ente.

11)  Sono poco significativi gli stanziamenti per la cultura e biblioteca ridotti a cifre simboliche (Euro 500). Sono superflui ulteriori commenti.

12)  Ancora insufficiente appare il ricorso ai finanziamenti regionali per il turismo,. Le erogazioni in favore del Comune in tema di interventi turistici non sono adeguate alla collocazione del nostro paese, in costiera amalfitana, con la necessità di iniziative di promozione turistica durante tutto il periodo estivo e anche oltre.

13)  Rileviamo altresì insufficienti gli stanziamenti di bilancio (Euro 5.000) per il completamento degli strumenti di programmazione urbanistica di attuazione del piano regolatore generale: Piani particolareggiati e Piani di recupero. Peraltro, mancando detti strumenti, nonché i Piani del Colore (cfr. apposita normativa regionale in materia di valorizzazione dei Centri Storici: L.R. n. 26 del 18.10.2002 e relativo Regolamento di attuazione) non sarà possibile consentire ai privati che intendono ristrutturare le ‘facciate’ della cortina del Centro Storico di beneficiare di alcun finanziamento (fino al 50%). Inoltre la nota ‘bocciatura’ da parte della Soprintendenza di Salerno dell’intervento abitativo in Località Chianiello impone la sostanziale revisione ed adeguamento del PRG al PUT che di fatto l’amministrazione non intende realizzare, eludendo il serio problema dell’emergenza abitativa.

14) Dall’esame  del bilancio di previsione 2005, del pluriennale 2005/2007 e della Relazione Previsionale e programmatica, a dispetto della denominazione, emergono in maniera inadeguata i contenuti di programmazione amministrativa ed economica per il paese. Come rilevato anche per gli anni passati, sono ancora evidenti le carenze di indicazioni programmatiche richieste dalla ‘Relazione’. Ad esempio per i programmi si riscontra la scarsa indicazione delle finalità che l’amministrazione intende conseguire. Non vi sono dati nelle funzioni dedicate allo Sviluppo economico e ai Servizi Produttivi. 

15)  I fragili equilibri di  bilancio continuano ad essere minati dai consistenti rischi connessi all’esito di altre vertenze in corso (porto, alloggi loc. Chianiello, ecc), dopo il negativo esito della vicenda IACP  per la quale ancora, come evidenziato dal Revisore, l’ente deve stipulare il mutuo di Euro 570.000 necessario all’estinzione del debito riconosciuto. L’Amministrazione non chiuda gli occhi di fronte alla realtà e dia seguito al reiterato suggerimento – più volte espresso dal nostro gruppo e confermato dall’organo di revisione - di affrontare le vertenze e stabilire ‘un piano di definizione’ delle stesse. 

16)  Il bilancio pluriennale 2005/2007 contiene previsioni sostanzialmente ripetute o limitatamente modificate di anno in anno e non configura l’assunzione di decisioni circa le strategie di sviluppo e opzioni politiche di fondo.

17) Non è ancora chiaro se il piano esecutivo di gestione, sia stato o no formalmente adottato dall’Amministrazione. Tale carenza non consente un reale controllo dei livelli di efficienza raggiunti di cui al Decreto Legislativo n. 286 del 30/7/99. 

                                          PER LE MOTIVAZIONI DI CUI INNANZI

si  esprime voto CONTRARIO  all’approvazione del BILANCIO DI PREVISIONE 2005, del Bilancio pluriennale 2005/2007 e della Relazione previsionale e programmatica.

                                                                                                     Il Capogruppo
                                                                                                Secondo Squizzato

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