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Seduta ordinaria del CONSIGLIO COMUNALE
del 07/07/2005, ore 18.00
presso la sala polifunzionale “M. Benincasa

Ordine del giorno

  1. Approvazione verbali seduta precedente;
  2. Approvazione Rendiconto della gestione anno 2004;
  3. Art. 194 TUEE.LL. n. 267/2000 - Riconoscimento debiti fuori bilancio ed adozione provvedimenti per il ripiano;
  4. Art. 193 T.U.EE.LL. n. 267/200 - Salvaguardia degli equilibri di bilancio;
  5. D.M. 20.5.2005 - Adeguamento compenso Revisore dei Conti - Provvedimenti.

Ecco cosa è stato deciso:

Punto 1) Approvazione verbali seduta precedente

Approvati

Punto 2) Approvazione Rendiconto della gestione anno 2004

DICHIARAZIONE DI VOTO

In riferimento all’argomento all’ordine del giorno n. 2 “Approvazione Rendiconto della gestione 2004”, a nome del Gruppo Consiliare Cetara Nuova’, il sottoscritto Secondo Squizzato:

esaminata la documentazione agli atti;

viste le relazioni del Responsabile del Servizio Finanziario e dell’Organo di Revisione, con le relative osservazioni e commenti;

valutate le risultanze del dibattito consiliare;

preso atto che gli elementi forniti a precisazione ed integrazione non sono ritenuti soddisfacenti per le seguenti motivazioni:

l’avanzo di amministrazione si è di fatto ridotto a livelli insignificanti. In soli tre anni si è avuta la diminuzione da Euro 145.490 del 2002 a Euro 6.150. Tale risulterà infatti l’avanzo residuo dopo l’applicazione di Euro 8.859 a copertura di un debito fuori bilancio, di cui al successivo punto all’odg. Per la prima volta al negativo risultato della gestione residui. (- Euro 57.400) si è aggiunto un disavanzo della gestione di competenza per Euro 31.928, a conferma delle difficoltà ed inefficienze da sempre evidenziati dal gruppo di minoranza, e manifestatesi in maniera lampante con il consuntivo 2004. Il riaccertamento dei residui ha prodotto l’eliminazione di consistenti residui attivi (crediti dell’ente) per circa Euro 78.000, soprattutto nel primo titolo delle Entrate, quelle tributarie. In particolare per la Tassa smaltimento rifiuti Euro 40.000, per gli anni 1996 e 1999, l’ICI per Euro 16.358 per gli anni 2001 e 2003, nonché ulteriori Euro 13.166,86 per proventi accertamenti anni precedenti (2001, 2003), per un totale complessivo di ICI non incassata pari a Euro 29.500. Non solo non sono state incassate, in parte, le imposte degli anni 2001 e 2003 ma anche i ‘presunti’ accertamenti scaturiti dalle verifiche non risultano incamerati. I cetaresi e noi chiediamo se è stato veramente fatto tutto il possibile per incassare la tassa sui rifiuti e l’ICI da tutti i cittadini. Questi dati, ben evidenziati dalla relazione dell’Organo di Revisione, di fatto ‘certificano’ una inefficiente gestione del bilancio e l’incapacità di incassare crediti per tasse ed imposte (ICI 2001). A pag. 26 della predetta relazione si legge ‘l’organo di revisione rileva che lo scostamento nei residui TARSU e ICI a distanza di più esercizi è di entità considerevole e tale da modificare la significatività e l’attendibilità del risultato degli esercizi precedenti.

Dal quadro sopra tratteggiato emerge finalmente la reale situazione di un ente che non dispone ormai di alcuna riserva e nessun paracadute per far fronte a probabili ulteriori situazioni di criticità finanziarie di cui si dirà in seguito. Trovano, quindi, piena conferma le fondate obiezioni sollevate nel corso degli anni dal nostro gruppo consiliare. ‘Il disavanzo della gestione residui – dicevamo nell’ultima dichiarazione di voto al rendiconto 2003 - sarebbe stato di gran lunga più evidente se l’amministrazione avesse considerato che, sulla base del ‘condono TARSU’, deliberato nel dicembre 2003, solo una parte ben definita del residuo attivo della TARSU (Euro 161.597) si tradurrà in effettive riscossioni. Tale negativo effetto è stato rinviato ai prossimi anni’. E così è stato: le criticità sono emerse e questi sono i risultati.

 Anche per altri residui l’organo di revisione continua ad esprimere perplessità ed invita l’amministrazione ad agire con la massima diligenza e professionalità. Per la TARSU vi sono ancora residui attivi da incassare per Euro 88.546 relativi agli anni 1999-2003. Se, come pare, le entrate accertate per il condono sono state incassate allora come mai sono ancora così elevati i residui presenti? I proventi ICI ancora da incassare, per gli anni 2001 e 2002 ammontano a Euro 54.672. E’ singolare che per l’anno 2002 non risulta incassato – da residuo – nemmeno un centesimo nel corso dell’anno. Analoghi rilievi riguardano i proventi accertamenti ici anni precedenti (Euro 27.400 da incassare).

 A rilievi formulati dal revisore aggiungiamo osservazioni relative ad entrate del Titolo III. I proventi contravvenzionali in materia di circolazione stradale, ancora da incassare per il periodo 1999-2003, ammontano a circa Euro 112.000: dei residui relativi agli anni 2001-2002, nel corso dell’esercizio chiuso, non è stato incassato nemmeno un euro. Nell’anno precedente era stata evidenziata la stessa anomalia. E’ doveroso chiedersi quali attività di recupero sono state svolte dall’amministrazione. Da ciò discendono le preoccupazioni sul rischio di mancato incasso di buona parte di tali residui. Peraltro le ridotte percentuali di riscossione dei residui e delle entrate di competenza generano tensioni di liquidità e la necessità di ricorrere all’anticipazione di tesoreria con i connessi oneri per interessi.

A conferma delle osservazioni circa il precario equilibrio del bilancio e della difficoltà nell’incasso di alcune consistenti voci dei residui attivi giunge la  raccomandazione dell’Organo di revisione (pag. 26 della relazione) che dispone di tenere vincolato il residuo avanzo di Euro 6150. Sempre richiamando la nostra precedente dichiarazione, dicevamo l’anno scorso ‘Si ritiene, peraltro, anche insufficiente la definizione del vincolo per l’importo segnalato – euro 20.000 -atteso l’ammontare complessivo dei residui attivi di dubbia esigibilità di cui al punto precedente (TARSU e Proventi contravvenzionali). Facile profezia che ha poi trovato conferma. E’ purtroppo evidente che le situazioni sopra descritte fanno prevedere che l’inefficiente attività dell’amministrazione in tema di incasso dei residui potrebbe generare già dal prossimo anno, con l’eliminazione di ulteriori residui, un disavanzo di amministrazione non fronteggiabile con il risicato residuo avanzo del 2004.

Per quanto attiene la sezione dei residui in conto capitale, si rileva che per il residuo di Euro 800.508, relativo alla realizzazione di alloggi in località Chianiello, occorrerebbe verificare se i relativi fondi sono ancora disponibili, ricevendone conferma scritta dallo Stato centrale. Si ricorda che detto intervento, di cui non è dato conoscere il destino, produrrà ulteriori negative conseguenze per i cittadini e le casse dell’ente. La vertenza, risalente al marzo del 2000, fu intentata dall’impresa EDILGEN APPALTI E COSTRUZIONI SRL che avviò le attività iniziali di sbancamento, poi interrottesi per l’intervento della magistratura amministrativa. Da alcuni anni il nostro gruppo continua a sostenere che – per evitare i nefasti esiti già sperimentati per la nota questione Montesanto/IACP - si debba valutare la possibilità di definire transattivamente la vertenza.

Fra i residui in conto capitale permangono importi relativi ad opere completate da alcuni anni e non si comprende per quale motivo non si proceda alla relativa eliminazione (Es. risorsa 5035301 – prestito per finanziamento opere pubbliche, 5035313 – sistemazione scuola media).

La sostanziale ‘navigazione a vista’ che caratterizza le scelte dell’amministrazione trova conferma nell’andamento delle spese correnti ammontanti a Euro 1.758.838 che fanno registrare un ulteriore incremento del 5% rispetto all’anno precedente (Euro 1.670.774). Non si leggono tentativi per migliorare l’efficienza e l’economicità della gestione, a partire dalla questione, troppe volte dibattuta, del Servizio Smaltimento dei rifiuti solidi urbani: la spesa complessiva, anche per il 2004, è ancora aumentata fino a Euro 391.735 (+38.000 euro pari ad un incremento del 9,5% rispetto al 2003), con una percentuale di copertura del servizio vicina al 69%. Fallita completamente la ‘raccolta differenziata’ sono rimasti solo i maggiori costi del servizio. I cittadini vorrebbero sapere perché si spende sempre di più a fronte di un servizio carente, con strade e vicoli comunque sporchi e maleodoranti. L’attuale gestione affidata al Consorzio di Bacino andrebbe rivista per assicurare a un paese che ambisce ad essere meta turistica un miglior livello di pulizia.

 Le spese del personale hanno interrotto il trend di crescita; attestandosi a Euro 677.000. Tuttavia è da considerare che tale ammontare non rappresenta compiutamente il fenomeno dell’incidenza del costo del personale, includendovi solo quello relativo ai dipendenti in pianta organica (18 unità). Alle spese per il personale dipendente in senso stretto deve essere aggiunta una quota significativa delle spese incluse nella categoria ‘prestazioni di servizio’, - la cui entità è esplosa passando da Euro 460.000 a Euro 612.00 (+ 33%)- voce che contiene il costo per lo svolgimento di servizi essenziali gestiti con rapporto di convenzione. E’ il caso del Servizio smaltimento rifiuti  o l’ufficio tecnico (Spesa per Euro 45.000). Ove si tenesse conto degli elementi suddetti, l’indicatore della rigidità della spesa corrente – attualmente al 47,80% - assumerebbe valore ben superiori.

Il forte aumento delle entrate del titolo III (+ 15%) derivanti soprattutto dalla gestione del parcheggio e dei pontili (Euro 62.350, inferiori di Euro 7.600 rispetto alle previsioni) ha compensato la riduzione (6%) delle entrate tributarie. Il residuo aumento è stato assorbito in buona parte dalle maggiori spese del servizio RSU. Tali entrate extratributarie risultano ormai fondamentali per l’ente e vanno attentamente monitorate. Per l’anno 2005, si ha notizia di una crescente morosità nel pagamento degli ormeggi, mentre sono prevedibili riduzioni di entrata del parcheggio in misura superiore a quanto indicato in bilancio 2005. Il Gruppo Cetara Nuova da tempo sostiene che una parte di tali entrate dovrebbe essere utilizzata per lo sviluppo dell’economia locale mediante iniziative di creazione di nuova occupazione.

 La mancata adozione del PEG (Piano Economico di Gestione), da tempo reclamato dal nostro gruppo, l’assenza di un reale controllo di gestione, rendono di fatto impossibile la valutazione dei livelli di efficienza ed economicità dell’attività amministrativa che costituisce un elemento qualificante del Conto del bilancio;

 il conto economico evidenzia una forte riduzione del risultato di gestione (ridottosi da Euro 181.857 a Euro 58.370 e che, qualora fossero stati appostati gli ammortamenti, tale risultato si sarebbe di fatto azzerato o addirittura sarebbe stato negativo. Inoltre, a fronte di un modesto incremento dei proventi di gestione (2,7%), appare preoccupante l’incremento dei costi (+ 14,7%), ad ulteriore conferma delle preoccupazioni da tempo espresse circa gli scarsi livelli di economicità della gestione amministrativa.

 Quanto alle vertenze in corso, le preoccupazioni dell’Organo di revisione ben evidenziano la reale gravità dei fatti (pag. 34 della relazione). Dopo il riconoscimento di un debito fuori bilancio di Euro 630 mila euro circa  (vertenza per il pagamento di indennità di esproprio alla sig.a Montesanto Maria Giovanna), ancora pendono altri giudizi forieri di negative conseguenze. Si legge a pag. 34: il revisore invita gli amministratori e i responsabili dei servizi … ad utilizzare tutta la diligenza e la professionalità richiesta dal caso nella gestione di tutti i contenziosi e in particolare del contenzioso relativo alle controversie con Edilgen Appalti e Costruzioni e con ATI Sparaco Spartaco e Satriano Gerardo di cui alla nota 28.6.2004.” Noi aggiungiamo che non c’è più alcun avanzo da bloccare a fronte dei rischi: in caso di esito negativo non resterà che mettere mano all’alienazione dei beni dell’Ente, sulla cui identificazione e valutazione occorrerà ancora fare degli approfondimenti.

 Non appare chiaro quali siano le difficoltà nella procedura di contrazione del mutuo a copertura di Euro 570.000 del debito fuori bilancio. Tale mutuo, stranamente, come nota il revisore a pag. 32, viene indicato in bilancio (risorsa 5032751) ma non nel relativo prospetto di riepilogo. Sono forse ben più gravi i problemi sottostanti se l’Organo di Revisione, per la seconda volta (la precedente era stata in occasione del bilancio di previsione 2005), è costretto a sollecitare l’amministrazione per la definizione della questione. Se quel mutuo non venisse totalmente o in parte erogato l’equilibrio economico finanziario potrebbe ricevere un’altra scossa.

Gli indicatori finanziari ed economici riportati nelle tabelle allegate al consuntivo non risultano tutti ben calcolati; ad essi andrebbe dedicata ulteriore attenzione per un utilizzo degli stessi ai fini della verifica dell’efficienza ed economicità della gestione.

 Le indicazioni contenute nel Conto del Patrimonio 2004 sono oggetto di forte critica da parte del Revisore per il quale ‘non si è in grado di attestarne la completezza e l’attendibilità’. Dal 2001 continuiamo a chiedere chiarimenti circa una valutazione di terreni per Euro 42.142 senza che si riescano ad individuare esattamente i cespiti. Stante il mancato aggiornamento dell’inventario è plausibile ritenere che anche altre partite dell’attivo potrebbero essere non correttamente stimate. Allo scopo appaiono particolarmente appropriate le osservazioni del revisore alle pagine 31-33 a proposito delle diverse voci del conto .

 A conferma delle suddette anomalie, l’Organo di revisione sottolinea per il terzo anno consecutivo la mancanza di specifiche appostazioni per rimanenze e la mancata indicazione degli ammortamenti e rileva che l’ente non si è dotato di idonee procedure contabili per la compilazione e la tenuta dell’inventario e non esistono rilevazioni sistematiche ed aggiornate sullo stato della effettiva consistenza del patrimonio dell’ente. Il netto patrimoniale è pertanto inattendibile, quantomento per la mancanza delle poste rettificative degli ammortamenti.

RITENUTO

che quanto sopra evidenziato configura un giudizio negativo sulla complessiva  gestione dell’Ente si esprime voto CONTRARIO all’approvazione del rendiconto della gestione 2004.

                                                                                                     Il Capogruppo
                                                                                                Secondo Squizzato

Punto 3) Art. 194 TUEE.LL. n. 267/2000 - Riconoscimento debiti fuori bilancio ed adozione provvedimenti per il ripiano

Abbiamo votato a favore del riconoscimento del debito fuori bilancio: si trattava di un importo dovuto alla Provincia di Salerno per l'utilizzo di un sito di stoccaggio provvisorio in occasione dell'emergenza rifiuti del 2001. L'importo in questione (circa 8000 euro, come si può constatare nella dichiarazione di votodi cui al punto 2) verrebbe pagato nel suo importo originario, quantificato nel 2002, motivo per cui abbiamo votato a favore.

Punto 4) Art. 193 T.U.EE.LL. n. 267/200 - Salvaguardia degli equilibri di bilancio

Abbiamo votato contro la delibera di verifica degli equilibri di bilancio adducendo l'esistenza di elementi di criticità (le vertenze in corso, residui attivi ancora da cancellare e conseguente possibilità di disavanzo) che compromettono gli equilibri stessi.

Punto 5) D.M. 20.5.2005 - Adeguamento compenso Revisore dei Conti - Provvedimenti

Abbiamo votato a favore dell'adeguamento del compenso del revisore dei conti. Per classe dimensionale demografica, il compenso passa da circa 4600 a 5050 annui.

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